sabato 27 dicembre 2014

Giorni in Birmania


in Giorni in Birmania George Orwell descrive il paese che aveva conosciuto negli anni venti, come membro della polizia imperiale indiana. Sono passati quasi cento anni dalla stesura di questo libro, la Birmania ora si chiama Myanmar, ma molti aspetti sono rimasti invariati; l'estrema povertà della popolazione per esempio. Il protagonista del romanzo è John Flery, un giovane inglese che commercia legno, un tipo parecchio sgradevole: da una parte Orwell gli dona piena consapevolezza della crudeltà e miseria morale dei suoi connazionali, dall'altra lo priva del coraggio di sostenere le sue idee e lo dota di una brutta macchia in faccia, che è il suo cruccio dominante. Flery s'innamora di Elizabeth, un'orfana inglese venuta in Birmania a caccia di marito e non ne vuole vedere la rozzezza intellettuale e l'innato razzismo. L'altro filone, non meno interessante, riguarda U Po Kyn, il sordido magistrato locale, tutto impegnato a screditare il medico indiano amico di Flery, troppo retto per i suoi gusti. Una lettura avvincente. Un altro vantaggio della Birmania è stato quello di farmi scoprire questo Orwell giovanile.

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