martedì 30 dicembre 2014

gita in barca

che Ngapali (bello che questo posto prenda il nome da Napoli) fosse poco turistica ci era parso chiaro fin dall'atterraggio nel minuscolo aeroporto. Oggi ne abbiamo avuto la conferma. Sull'opuscolo la nostra gita in barca si chiamava pomposamente 'sea adventure'. In pratica un ragazzetto con i capelli neri sparati sulla testa è venuto alle sette e mezza a prenderci in hotel con autista e pulmino; in un altro albergo abbiamo caricato Michelle, un'altissima e bianchissima australiana che sembrava la sorella di Nicole Kidman, e sua figlia Indy; siamo saliti su una barca a due piani che poteva contenere quaranta persone e conteneva solo noi, più quattro marinai, e siamo andati a farci il bagno in una baia deserta. In tutto il giorno non abbiamo incontrato neppure un'altra barca da diporto; le uniche imbarcazioni incrociate sono state quelle, cadenti, dei pescatori. Alcune di queste puzzavano in modo indescrivibile per il carico di pesce posto a seccare al sole. Dopo il bagno con la maschera (un fondale un po' scarso: coralli grigiastri e pesciolini gialli, pesciolino neri, pescetti striati di blu), siamo approdati a nuoto su una spiaggia circondata da palme e formata tutta da conchiglie di ogni forma e misura. Me la sarei portata tutta a Roma, quella sabbia. Mentre noi ci affanavamo a prendere il sole, la bianchissima Michelle-Nicole si copriva più possibile: l'abbiamo vista in costume solo quando si è tuffata con grazia dal tetto della barca insieme a mio figlio e alla guida. Per pranzo i marinai ci hanno imbandito una tavola piena di gamberetti: gamberetti con delle specie di fave, gamberetti con delle specie di zucchine vuote, gamberetti fritti. Poi riso bianco e una zuppa. Rozzo ma gustoso. Dopo mangiato siamo scesi a visitare il villaggio dei pescatori. Dormivano tutti nelle palafitte di legno, avendo lavorato di notte. Abbiamo incrociato diverse galline, mucche, maiali e vari bambini sorridenti. Volevo tornare alla barca a nuoto, ma la guida non me l'ha permesso; mi sono consolata tuffandomi una volta arrivata e restando a lungo in acqua. La nostra avventura marina si è conclusa alle quattro. Ora devo solo finire di leggere Da qui all'eternità. Come mi sono sparata mille pagine in questi giorni non lo so neppure io.

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