venerdì 5 dicembre 2014

i cappotti di Maddalena

c'è mia sorella Maddalena in visita a Roma. Decidiamo di passare insieme il pomeriggio, esco alle due dal lavoro. La nostra prima tappa è la mostra di Memling alle scuderie del Quirinale. Ci andiamo a piedi e mi fa fare il giro largo perché vuole attraversare il Tevere davanti a Castel Sant'Angelo. La mostra è bella, soprattutto i ritratti di uomo. Quando usciamo da lì è ancora presto e mi sogno un bel cinema in cui buttarmi a sedere. Lei esprime il desiderio di un cappottino. La porto da Max & Co. Non l'avessi mai fatto. Prima esamina tutti, ma proprio tutti i cappotti dell'ampio negozio. Poi ne seleziona quattro. Trova l'unica commessa entusiasta di tutta Roma: fa su e giù dal magazzino con palate di cappotti di ogni taglia e colore. Quando la scelta si restringe a uno beige e uno bianco sporco, Maddalena si ricorda dell'impermeabile scozzese che indossa da più di vent'anni: è arrivato il momento di comprarne uno nuovo. La tipa è felice: la storia del vecchio soprabito le piace un sacco e si tuffa con rinnovato zelo al piano di sotto. Riemerge con un impermeabile azzurro, uno nero e uno beige con una banda gialla. Lei e le altre commesse, tutte poco occupate, squittiscono in coro che il banda giallo è bellissimo e che a mia sorella sta benissimo. Maddalena sta per cedere, ma io, nonostante non mi regga più in piedi, decido di impormi: no il giallo no, prendi il nero. Mi ascolta. Usciamo dal negozio con il cappotto bianco sporco e l'impermeabile nero. La commessa la implora, non ritorni tra vent'anni. L'accompagno al Pantheon per scaricare l'iva. Alle sette di sera, finalmente a casa, ho le caviglie in fiamme, non riesco ad alzarmi dal divano, lei è pimpante ed esce a cena con un'amica. Com'è riposante il lavoro.

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