martedì 23 dicembre 2014

Vi presento Sally

tra i libri che avevo sul kindle, scaricati nei mesi passati, quando ero impegnata con altre letture, ho trovato Vi presento Sally di Elizabeth von Arnim (traduzione di Simona Garavelli, Bollati Boringhieri). Molto, molto divertente. Probabilmente va letto in lingua originale  per gustare fino in fondo il linguaggio rozzo e limitato della protagonista, ma anche in italiano si fa apprezzare. Sally è la bellissima figlia di un bottegaio inglese. I suoi genitori sono così spaventati dalla sua avvenenza che attira la folla nel loro negozio da tenerla quasi reclusa in casa. Un giorno però la vede Jocelyn, uno studente di Cambridge e, trovatala irresistibile, chiede di poterla sposare. Mr Pinch, il padre di Sally, non vede l'ora si sbarazzarsi di questa creatura appariscente e di tornare alla sua quiete, e la povera Sally si ritrova a diciassette anni in balia di un marito a cui non ha niente da dire e di cui non capisce i discorsi. Quando entra in scena, Mrs Luke, la madre di Jocelyn, una vedova che decide di insegnare alla nuora  dall'aspetto sfolgorante le buone maniere e un linguaggio appropriato (un giorno scriverò un saggio sulla figura della suocera in letteratura e non devo scordarmi della pestifera Luke), per Sally l'incubo è completo. A salvarla ci penserà una signora incontrata in treno... Vi presento Sally è anche un libro sul classismo degli inglesi: le tre classi sociali rappresentate, gli umili Pinch, gli emergenti Luke, i nobili dell'epilogo sono tutti ridicolizzati dall'affilata penna della von Arnim, che riserva la sua simpatia alla rozzissima ed extraterrena Sally, mai sfiorata da pensieri utilitaristici. Perfetto in vacanza.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Utilitaristici? Ma tu conosci l'utilitarismo? Non credo, altrimenti avresti scritto opportunisti (che sono l'esatto contrario di utilitarismo). Suggerisco ripAsso di filosofia inglese