sabato 3 gennaio 2015

all'aeroporto di Yangon

dopo quasi due settimane di ozio, la figlia riprende in mano il quaderno di matematica. Non sa ancora se il suo esame orale sarà il 7 o il 9, ma per ora non pare particolarmente nervosa. Sono stati lei e il fratello di gran compagnia in questo viaggio; oggi mordevano il freno e non c'era verso di interessarli alla visita di Yangon. In compenso il marito ha trovato un interlocutore in Win: non la finivano di scambiarsi opinioni su questo paese, sul calcio, sull'economia, sul cibo... Lasciamo la Birmania con una grande ammirazione per questa gente che non vede l'ora di recuperare il tempo perduto per colpa della dittatura che l'ha isolata e impoverita. Da nessun'altra parte ci siamo sentiti così al riparo da furti e altri attacchi; neppure nel villaggio più sperduto siamo stati oggetti di interesse morboso. Bella Myanmar e belli i suoi abitanti.

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