venerdì 9 gennaio 2015

Daniel Stein traduttore

“Questo libro non è un romanzo, è un collage” dichiara Ludmila Ulitskaya in una lettera a un’amica che compare all’interno di Daniel Stein traduttore. Per raccontare la vita straordinaria di Daniel, che da ragazzo riesce a sfuggire ai nazisti, diventa interprete per la Gestapo, salva la vita a numerosi ebrei, si unisce ai partigiani, si converte al cattolicesimo, si fa frate, fonda in Israele una chiesa giudaico-cristiana, la scrittrice russa mescola verità e fantasia, epistolari privati a documenti ufficiali, dichiarazioni registrate a diari, in un andirivieni temporale e spaziale che rende bene l’idea della complessità della figura narrata. La storia di Daniel è incentrata soprattutto sul suo amore per Israele e sulla sua utopia di gettare un ponte tra giudaismo e cristianesimo: contro ogni fanatismo predica un messaggio di accoglienza e libertà e chiunque lo incontri ne resta affascinato. Ulitskaya ne accentua i caratteri francescani (lo dota anche di una giovane assistente tedesca Hilda che è una sorta di Chiara), lo descrive divertente e nostalgico, coltissimo, predisposto all’ascolto. Più delle tante  vicende che s’intrecciano con quella del protagonista, colpisce in questa narrazione lo sfondo: la Terra Promessa, con la sua bellezza e le sue asprezze, i suoi luoghi simbolici. Muoio dal desiderio di andarci. Tradotto da Emanuela Guercetti per Bompiani.

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