giovedì 15 gennaio 2015

Gli anni al contrario


negli Anni al contrario Nadia Terranova, che alla fine degli anni settanta è nata, racconta come meglio non si potrebbe il grande spreco che ha connotato quel particolare periodo storico: spreco di vite, di entusiasmo, di ingegni (e a sottolineare il tema, l’incipit ci presenta la protagonista seduta sul gabinetto.) Aurora e Giovanni si amano molto; provano entrambi distacco dalle famiglie di origine (il padre di lei è “fascistissimo”, quello di lui è comunista, sono comunque il passato); hanno una bambina; lui è travolto dallo spirito del tempo e lei non riesce a salvarlo. Giovanni, figlio venuto tardi, cresciuto in una mansarda dove soffre di claustrofobia, è sempre sul punto di combinare qualcosa, ed è sempre insoddisfatto di quello che ha intorno. Quello che colpisce nel breve e intensissimo romanzo di Nadia Terranova è la precisione del linguaggio: non c’è una parola di troppo. La giovane coppia va a vivere in una casa “in miniatura” e in questa definizione c’è tutta l’angoscia dei due alle prese con un’esistenza che va loro stretta, che non somiglia a ciò che avevano immaginato. Aurora reagisce accentuando il suo senso di responsabilità: si occupa della figlia, continua a studiare, lavora; Giovanni che ha lambito la lotta armata, trova nella droga un diversivo potente e non riesce ad uscirne. Mara, la bambina dalle enormi pupille nere, cresce con le lettere che il padre le manda, apprezza i rari momenti che passa con lui. Sullo sfondo Messina, i suoi tramonti, lo Stretto, e poi Stromboli, la prima gita dei due giovani amanti, e Pantelleria, l’ultima vacanza del malato Giovanni. Che una scrittura così asciutta provochi nel lettore una commozione crescente è uno dei prodigi di questo libro. Che bell’esordio.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie, viene proprio voglia di leggerlo

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo, io lo ho già letto. E' un libro che emoziona, Bellissimo. Sembra l'opera di un autore maturo, non un primo romanzo. Sentiremo ancora parlare di Nadia Terranova.