martedì 20 gennaio 2015

Il bambino indaco

il film di Saverio Costanzo, Hungry Hearts mi ha lasciato il desiderio di saperne di più su  Mina e Jude, sull’amore che li lega e sulla lotta che si consuma tra loro per l’alimentazione del figlio. Ho letto Il bambino indaco, il romanzo di Marco Franzoso, pubblicato da Einaudi nel 2012, che è all’origine del film. Costanzo è stato bravissimo a rendere lo spirito del racconto senza restare aggrappato alla sua fonte, e in vari casi la soluzione cinematografica da lui adottata supera in forza drammatica quella del libro. La Isabel di Franzoso è una giovane commessa di un’erboristeria di Treviso; è di origine svizzera, ama la pittura e la montagna; va a un appuntamento al buio con Carlo organizzatole da un’amica e subito lo affascina (anche se dice “godiamoci questa bella cena” e poi ordina solo un’insalata: Carlo dovevi capirlo al volo chi avevi davanti e dartela subito a gambe).  Il bambino indaco comincia dal delitto e poi ricostruisce in prima persona dal punto di vista di Carlo il precipitare degli eventi; è una storia italiana in cui, oltre alla suocera, svolgono un ruolo il fratello medico che vive in America, il maresciallo dei carabinieri, un’assistente sociale stupida che si schiera dalla parte di quella che considera una moglie maltrattata. C’è anche un “cinque anni dopo”: la mia curiosità sul bambino denutrito e sui suoi genitori è stata appagata. Il film illumina il libro e viceversa. 

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