domenica 25 gennaio 2015

La melodia di Vienna


ci sono due buoni motivi per tuffarsi (e la nuotata è piuttosto lunga) nella lettura di La melodia di Vienna, il romanzo di Ernst Lothar, pubblicato da e/o e tradotto da Marina Bistolfi: è un’immersione completa nell’atmosfera viennese dalla fine dell’Ottocento all’annessione da parte della Germania nazista e insieme è un gran bel racconto su una famiglia, sulle correnti di amore, risentimenti e odi che la attraversano.  Come spesso accade in questo genere di narrazioni, l’autore sceglie un palazzo nel cuore della città, ne descrive gli abitanti (tutti parenti per volontà del costruttore) e da lì dipana le sue storie. Al numero 10 della Seilerstatte vivono gli Alt, da sempre costruttori di celebri pianoforti. Il protagonista, Franz Alt, si fidanza con Henriette, ebrea da parte di padre, una ragazza bellissima che non lo ama e che tutti considerano inadatta a lui. Henriette avrà quattro figli; ne amerà uno solo, detestandone la moglie, al punto che verrà considerata da molti la sua assassina; Franz ucciderà in duello per lei; la prima guerra mondiale li separerà; lei scoprirà troppo tardi di voler bene al marito. Intorno a loro una folla di personaggi, tra cui si affacciano il giovane Hitler (Hans, il figlio di Franz e Henriette, partecipa insieme a lui al concorso per una scuola d’arte e insieme a lui viene bocciato, ma con risvolti meno tragici) e il professor Freud. Il libro si chiude con il trionfo della barbarie, la violenza elevata a sistema, gli ebrei massacrati. Hans, cacciato dagli usurpatori dalla fabbrica di pianoforti, non rinuncia a far sentire la propria voce e da una radio pirata difende la sua idea di Austria. Ora non mi resta che comprare un biglietto per Vienna.

2 commenti:

azzurropillin ha detto...

sì, dai! vienimi a trovare.

laura ha detto...

e no questo davvero non me lo perdo! Grazie per la recensione e..goditi Vienna!
ciao
Laura