mercoledì 21 gennaio 2015

le famiglie vecchio stampo

non so se la famiglia in cui sono cresciuta fosse vecchio stampo o nuovo: ci si poteva esprimere liberamente, erano ammesse parolacce, si parlava di tutto, ma il principio dell'autorità dei genitori c'era eccome. Loro erano loro e noi figlie eravamo noi; il confine, sia pur invisibile, c'era, e sapevamo che era nostro dovere renderli orgogliosi di noi (anche adesso mi capita a volte di restarci male quando mio padre mi rinfaccia che non ho fatto carriera come si aspettava da me; poi penso, e che cazzo, ma se a me della carriera non m'importa perché mi devo dispiacere per lui). Nella famiglia in cui vivo ora, questo confine si è perso, o non c'è mai stato: i figli non si sentono dei subordinati, e gratificarci non è certo in cima alle loro preoccupazioni. Non avendo soggezione dei genitori, non ne hanno neppure dei professori e questi se ne accorgono, altroché. Se quello scemo del figlio si mostrasse più rispettoso e contrito, i suoi voti ne gioverebbe, e a me non toccherebbe lo scorno di venir convocata a scuola sua per discutere delle insufficienze in pagella.

Nessun commento: