domenica 4 gennaio 2015

Stop-Time


bambino trascurato, Frank Conroy racconta in Stop-time gli anni della sua infanzia e adolescenza. Da queste pagine emerge un senso di solitudine lancinante: Frank sbattuto a nove anni in una specie di collegio, privo di qualsiasi disciplina; Frank di notte solo in una casupola in mezzo alla neve mentre la madre e il suo compagno fanno i custodi in un istituto per minorati psichici; Frank e lo yo-yo con cui si esercita maniacalmente; Frank a New York che passa i pomeriggi a contemplare l’asfalto, soppesando l’ipotesi di buttarsi giù dalla balaustra di casa sua; Frank che scappa e fa l’autostop, incontrando una serie di strani personaggi; Frank che fa sesso con una ragazza incontrata al cinema e mai più rivista. Il Conroy maturo, divenuto un critico letterario di fama, una persona colta e influente, guarda alle proprie peripezie con grande lucidità e non fa sconti a nessuno, neppure a se stesso. Stop-time è uscito in America nel 1967 ed è stato finalmente tradotto da noi per Fandango da Matteo Colombo.

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