lunedì 12 gennaio 2015

The Imitation Game

dovevo andare al cinema con la figlia, si è aggiunto il marito e poi anche il figlio. Il film che abbiamo scelto non poteva essere più adatto: abbiamo visto The Imitation Game, il biopic su Alan Turing: ben fatto, ricco di informazioni, con un messaggio finale che arriva forte e chiaro. Si parla della seconda guerra mondiale (e si vedono i bombardamenti tedeschi sul suolo inglese, nonché le battaglie per mare) e di spionaggio. Al centro c’è la figura del grande matematico che, studiando un sistema per decifrare i messaggi tedeschi, ha agevolato la vittoria degli Alleati, oltre a porre le basi dei moderni computer. Il Turing di  Benedict Cumberbatch è un uomo fragilissimo e ostinatissimo; i flash back ci illustrano le sue difficoltà a scuola quando era vittima del bullismo dei suoi compagni e la perdita del suo grande amore, un ragazzo che lo capiva e lo difendeva.  Turing salva l’Inghilterra (scontrandosi con un odioso colonnello che boicotta in tutti i modi il suo lavoro) e l’Inghilterra lo condanna per la sua omosessualità (la regina Elisabetta ha aspettato il 2013 per riabilitarlo). Esiste la categoria film educativo? Se esiste The Imitation Game  del norvegese Morten Tyldum ci rientra appieno.

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