lunedì 5 gennaio 2015

Vedova per un anno

scrivono tutti i protagonisti di Vedova per un anno di John Irving: la protagonista Ruth, autrice di best seller; suo padre Ted, scrittore per bambini; sua madre Marion, giallista sotto pseudonimo, e pure l’amante di Marion, Eddie, che racconta in romanzi di scarso successo la sconvolgente storia d’amore vissuta a sedici anni con la donna molto più grande di lui. Mi sono tuffata a capofitto in questo libro, complice il lungo viaggio in aereo e ieri, esausta per il jet leg, nel corso della giornata non ho fatto che finire di leggerlo. Una spaventosa disgrazia aleggia su Vedova per un anno: i due fratelli maggiori di Ruth, che lei non ha mai conosciuto, sono morti in un incidente stradale mentre i genitori, seduti nei sedili posteriori, hanno assistito impotenti all’evento. Ted ha reagito concentrandosi suoi due vizi preferiti, l’alcol e le donne; Marion si è isolata da tutti e alla fine ha deciso che non ce la faceva ad allevare un’altra figlia e ha abbandonato Ruth alle cure paterne, facendo perdere le tracce di sé. Il romanzo è strutturato in tre parti: nella prima incontriamo Ruth a quattro anni nel pieno della crisi coniugale dei suoi, quando Marion trova un fugace  conforto tra le braccia di Eddie, che ha l’età che avrebbero i suoi ragazzi; la seconda e la terza ci raccontano la Ruth adulta, che scrive, incontra i lettori, ha qualche problema a trovare il fidanzato giusto, si sposa una prima volta e poi una seconda, ha un figlio. La parentesi olandese incentrata sulle prostitute di Amsterdam e culminata in un delitto cui Ruth assiste impotente mi pareva un po’ troppo lunga e un po’ fuori tema, ma poi ho scoperto che era funzionale a introdurre un altro personaggio meraviglioso, quello del poliziotto-lettore. Come nel Mondo di Garp, in Vedova per un anno ci sono la morte improvvisa e le sue conseguenze, tanto sesso, tanti libri nel libro, tante riflessioni su scrittura e immaginazione e soprattutto ci sono una serie di figure rese indimenticabili dalle loro debolezze prima che dalle loro virtù. Irving mi ha definitivamente conquistata.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

I'm very happy that you are my groupie
Best, John Irving

Anonimo ha detto...

Concordo. Irving è una bella scoperta. Ma il meglio deve ancora venire,leggi il suo "Preghiera per un amico".
p.s. mi piace il nome del tuo blog
p.s 2 magari ci conosciamo, credo che siamo colleghe. Ciao. Serena