sabato 28 febbraio 2015

a ognuno la sua emergenza

sabato travagliato dalle parti nostre. Il marito è dalle sette di mattina ininterrottamente al telefono per problemi di lavoro (ieri sera è tornato a casa alle undici e domani ha un volo per Barcellona e poi uno per gli Stati Uniti; ha una grana enorme qui e deve risolverla prima della partenza). Il figlio è stato invitato a una festa di diciotto anni e pretendeva che gli comprassimo un vestito: giacca e pantaloni, un vestito da uomo, il suo primo vestito. Noi ci siamo ritratti inorriditi; lui non si è perso d'animo, ha raggranellato i risparmi dalla cassaforte, è uscito con un amico, e per centocinquanta euro ha trovato un vestito blu a via Nazionale. È andato dalla nonna a farsi fare l'orlo; la cravatta la prende dal padre; sulle scarpe è ancora indeciso. La mia emergenza è una cena per dodici stasera: dovevamo festeggiare con un giorno di anticipo i cinquantun anni del marito, pensavo che avremmo fatto insieme il menù e la spesa, mi sono ritrovata a gestire tutto da sola. Chissà che problemi avrà la figlia che torna dalla vacanza ad Amsterdam nel pomeriggio.

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