venerdì 20 febbraio 2015

La tentazione di essere felici

leggere La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone (Longanesi) mi ha suscitato emozioni contrastanti. Da una parte ho avuto la sensazione di avere davanti un libro furbo: prima persona colloquiale con più di una concessione alla volgarità, personaggio di vecchio scafato che ne ha passate tante e che si permette di dire la sua sul mondo senza  filtri, tema della famiglia e delle amicizie condominiali che s’incrocia con quello del femminicidio; dall’altra mi ha stupito la verità del romanzo, la quantità di particolari che sembravano presi di peso dalla mia esperienza (sarà che mio padre è cresciuto negli stessi ambienti del Cesare Annunziata descritto da Marone e condivide molti dei suoi pregi e difetti?). Cesare Annunziata dunque:  settantasette anni vissuti con ottimismo ma con la sensazione finale di aver buttato al cesso la propria vita; figlio gay di cui lo irrita il mancato outing, il profumo che usa, gli sculettamenti (“perché se ti piace l’uccello devi muoverti e gesticolare come un deficiente?”); figlia preferita che secondo lui ha sbagliato tutto (studi, lavoro, marito); lista molto lunga di donne desiderate con una propensione per le tre avute solo platonicamente; moglie morta che riaffiora nei discorsi e nei pensieri; ultima amante Rossana, infermiera-prostituta di buon carattere; vicina gattara e vicino solitario strapazzati e aiutati; e infine nuova inquilina del palazzo, Emma, giovane, bella e infelicissima perché in balia di un marito violento.  Marone è spiazzante: pensi che ti stia raccontando la favoletta del vecchio che si redime dai suoi pregiudizi e scopre il gusto di rendere felice gli altri e zac assisti  a una tragedia in diretta; ti irriti per la lingua che ti pare sciatta (‘adulti e vaccinati’ è un’espressione che dovrebbe essere bandita per sempre dalla letteratura, ma che dire di ‘non ha peli sulla lingua’, ‘sudare sette camicie’,’ una domanda da un milione di punti’?) e scopri frasi a effetto come questa “la rabbia per l’organismo è come le feci: un residuo che deve essere espulso. Io per mia figlia sono un ottimo lassativo”. E l’elenco finale dei mi piace di Cesare? Facile liquidarli come una furbata da social network, li leggi e ti ritrovi turbata come quando gli angeli sopra Berlino elencavano i motivi per cui vale la pena sporcarsi con l’esistenza. Com’è difficile giudicare i libri, quasi come giudicare le persone.       

1 commento:

azzurropillin ha detto...

l'ho letto anch'io, tre giorni fa, e non ricordo nessuna delle frasi che hai citato, come se fossero prese da un libro che non ho mai letto.