giovedì 12 marzo 2015

Il segreto del suo volto

quale moglie non vorrebbe sentire il proprio marito descrivere il loro rapporto e i sentimenti che prova per lei senza che lui sappia con chi sta parlando? E' quello che succede nel Segreto del suo volto del tedesco Christian Petzold. In realtà in questo film c'è molto di più che una riflessione sui rapporti coniugali, su amore e disamore, su lealtà e slealtà. Nelly, una giovane musicista ebrea, torna sfigurata dal campo di concentramento. Si prende cura di lei l'amica Lene, che la porta in una clinica per la ricostruzione facciale e organizza una partenza per Israele. L'unica preoccupazione di Nelly è quella di ritrovare suo marito Johhny, che non vede dal momento della deportazione. Lo cerca per tutta Berlino, anche se Lene prova in tutti i modi a dissuaderla, convinta com'è che sia stato lui a consegnare ai nazisti la moglie pur di aver salva la vita. Johnny, che era un pianista e ora fa il  garzone in un locale notturno, è sicuro che Nelly sia morta e sogna di mettere le mani sulla sua ricca eredità; quando vede la donna magra e scarmigliata che si aggira sul suo posto di lavoro, le chiede di fingere di essere quello che è, Nelly scampata all'eccidio; una volta sbrigate le pratiche si divideranno i soldi dell'ebrea. Il segreto del suo volto è un po' lento nella partenza e in alcuni passaggi, ma più procede più cresce in drammaticità: Nelly (bravissima Nina Hoss a essere due personaggi in uno) non vuole credere che Johnny sia un vigliacco e un approfittatore; Johnny è così accecato dal suo proposito di arricchirsi che non capisce di avere davanti a sé sua moglie. Fino allo splendido finale. (Altro tema fondamentale affrontato da Petzold è quello della rimozione del tema della persecuzione degli ebrei nella Germania post nazista: quando Nelly chiede a Johnny che cosa dirò quando mi chiederanno cosa ho visto nei campi di sterminio, lui le risponde, non te lo chiederà nessuno, e così succede.)

Nessun commento: