sabato 7 marzo 2015

la bellezza del Partigiano Johnny

da ragazza Il partigiano Johnny con la sua lingua meravigliosa che reinventa e rimpasta il reale, le sue crude cronache di guerriglia, il suo cocente pessimismo mi aveva allontanato. Rileggerlo ora è stata una festa. Un esempio dalle prime pagine (Johnny è nella villetta che i genitori gli hanno affittato nella speranza di nasconderlo dai fascisti): "Vide distintamente, a grande distanza, suo padre salire alla villetta, ancora sull'asfalto suburbano, colpì Johnny la stanchezza, la non joy del suo cammino. Lo seguì per tutto il tratto scoperto, il cuore liquefacentesegli per l'amore e la pietà del vecchio...'È terribile ora avere dei figli della vostra età.' Ogni suo passo parlava di angoscia e di abnegazione, ed il figlio alto e lontano sentiva che non avrebbe mai potuto ripargarlo, nemmeno in parte centesimale, nemmeno col conservarsi vivo. L'unica maniera di ripagarlo, pensava ora, sarebbe stato amare suo figlio come il padre aveva amato lui: a lui non ne verrà niente, ma il conto sarà pareggiato nel libro mastro della vita. Tremava per la voglia e il disegno di riceverlo bene, adeguatamente, ma come il padre si sottrasse alla sua vista imboccando i primi gradini della villetta, allora Johnny automaticamente, e con una grinning ansia, pensò se aveva portato le sigarette."

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