giovedì 26 marzo 2015

l'oasi del montaggio

dopo un mese di sbattimento, in cui la sera tornavo a casa morta di stanchezza e avevo ancora gli scrittori della Resistenza da rileggere e i brani di Dante da ricercare, ieri mi sono beccata un cazziatone perché la copia della Divina Commedia che avevamo portato in giro era mal ridotta, sembrava data in pasto ai cani. Ed era proprio così, il povero libro portava i segni delle tante mani irriguardose per cui era passato, delle borse in cui era stato infilato, ma era inevitabile che così fosse; quel libro, caro a chi ce l'aveva dato, avrebbe dovuto restare su uno scaffale, non venir usato come copia di servizio per una trasmissione televisiva. Da oggi sono al montaggio, lontana dal fai questo fai quello, perché hai fatto così, perché mangi presto, perché arrivi presto, perché esci presto. Il montaggio è vicino casa, la stanza è grande e luminosa, il montatore un ragazzino molto bravo e molto volenteroso. Io cerco di mettere in fila i contenuti, lui crea la forma. Le prossime settimane dovrebbero essere la mia oasi (poi smonteranno quello che noi avremo montato, ma finché smonto e rimonto non devo andare in Dear). E da stasera torno a leggere quello che mi pare.

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