domenica 15 marzo 2015

non sono festivaliera

dalle undici di mattina alle quattro di pomeriggio non ho fatto che scortare ospiti nella sala prova dei musicisti al piano interrato dell'Auditorium per far leggere loro Dante (e controllare che le letture fossero fluenti e che il testo venisse rispettato). Quando abbiamo finito di lavorare ero così stanca ma così stanca che non sapevo più chi ero. A quel punto Libri Come era al suo culmine e sciami di lettori e scrittori si dirigevano verso l'Auditorium di Roma. C'erano molti miei amici recenti o di lunga data in quella folla e c'erano scrittori che amo tra quelli previsti negli incontri. Ma il mio unico desiderio era tornare a casa. Primo: ero stanca. Secondo: mi piacciono più i libri degli scrittori (e questo fine settimana mi ero ripromessa di rileggere tutto Cassola). Lunga sul divano, immersa in Fausto e Anna, che non prendevo in mano dai tempi del liceo, pian piano mi sono rianimata.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Secondo me se andavi vestita con ultimo regalo spopolavi

Anonimo ha detto...

Sì, dai i pallini arancioni fanno molto inferno dantesco

manu ha detto...

ma che bello! e quanto ti capisco!