mercoledì 4 marzo 2015

se avessi diciotto anni e sei mesi liberi

la mia chiacchierata serale via skype con mia sorella Maddalena viene interrotta da suo figlio Tommaso. Vuole farmi una domanda. La domanda è: zia, che faresti, se avessi diciotto anni, dovessi fare il servizio militare per sei mesi e poi avessi sei mesi liberi? Gli rispondo che dopo la maturità io mi butterei a studiare, odierei avere davanti a me del tempo vuoto. Cercherei di evitare il servizio militare o di rimandarlo. È un parere molto limitato, me ne rendo conto e non ho nessuna intenzione di convincerlo a fare come dico io. Tommaso non molla: rimandare il militare in Svizzera vorrebbe dire farlo a ventun anni prima di cominciare a lavorare; evitarlo, fingendo di stare male, è troppo complicato. Se fosse un figlio mio, potrebbe dedicarsi a studiare una lingua; lui ne sa già bene quattro... Tommaso incalza; io faccio cadere la linea. I consigli di vita non fanno per me.

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