lunedì 13 aprile 2015

Chi manda le onde

l'ultimo libro di Fabio Genovesi, Chi manda le onde, pubblicato da Mondadori mi è piaciuto solo a metà e non la metà principale, ma le sue parti secondarie, gli squarci d'umanità che ogni tanto s'innestano nella vicenda raccontata. Quale sia la vicenda è presto detto: i destini di Serena, la madre di single di Luca e Luna, si intrecciano con quelli di Sandro, un quarantenne che vive ancora a casa dei suoi e a cui la madre ha trovato un posticino a scuola, come supplente del supplente. I due erano compagni di liceo, ma mentre Serena, divenuta una bellissima parrucchiera, era molto popolare all'epoca, Sandro era già uno sfigato e non uno sfigato tale da mettersi in luce. Ecco: la storia d'amore tra i due sullo sfondo di Forte dei Marmi, favorita dall'incontro di Sandro prima con Luca, poi con Luna, ha un esito scontato sin dall'inizio. (Io poi ho un problema con il personaggio di Serena: Genovesi le attribuisce due incontri lampo a distanza di tempo con uno sconosciuto che si concludono con la frase "chiamalo Luca", "chiamala Luna", cosa che lei, rimasta incinta puntualmente farà; ma che roba è?) Altro problema: i bambini. Luna, che è albina e viene discriminata dai coetanei per la sua diversità, fa amicizia con Zot, un ragazzino di Chernobyl insultato pure dal vecchio che lo ospita in casa: sono due bambini saggi e sentenziosi e i bambini saggi e sentenziosi io proprio non li sopporto. Ad attirarmi in questo libro, a farmi arrivare fino in fondo sono i personaggi minori, le comparse: la mamma di Sandro che ancora gli prepara il riso se vuole il riso, o la pasta se vuole la pasta; l'amico Rambo e l'amico Marino che parlano di donne e non ne hanno mai avuta una; la ragazza che sta per sposarsi e si dispera perché la nonna le ha detto che almeno un altro uomo deve provarlo. Genovesi racconta benissimo la provincia toscana e le figurine che la popolano; qui si lascia prendere dalla fiaba a sfondo antirazzista e cade nel luogo comune anche da punto di vista del linguaggio (fratellone no, per favore!).

Nessun commento: