mercoledì 8 aprile 2015

dalla dermatologa

prima di spedire il figlio in Australia, lo sto mettendo a punto come fosse una macchina usata. Ho scoperto che gli mancava una vaccinazione trivalente (domani all'alba lo accompagno alla Asl), e oggi ci siamo dati appuntamento dalla dermatologa per farle vedere le tre verruche che gli deturpavano un piede. Se l'è cavata con una veloce crioterapia, mentre io ho perso mezz'ora sotto i ferri per togliermi una pallina che si era formata sotto pelle sul fianco sinistro. Mentre mi anestetizzava la parte e tagliava, la dermatologa mi raccontava del figlio ventenne, delle preoccupazioni che le dà: le risponde sempre male e non ha voglia di studiare. Ha aggiunto un particolare inquietante, gli è morto da poco il padre, poverino, ma lei di questa morte non sembrava afflitta se non di riflesso. Dalla mia scomoda posizione, con un lato del corpo addormentato, ho provato a confortarla, a dirle che passerà, che i ragazzi passano brutte fasi e poi si riprendono. Quando l'intervento è finito, lei era molto più sorridente dell'inizio. Settecentocinquanta euro guadagnati in un baleno, più una sessione di counseling gratis.

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