giovedì 23 aprile 2015

Isola grande Isola piccola


i racconti raccolti da Francesca Marciano in italiano sotto il titolo Isola grande, isola piccola hanno una proprietà speciale: cominci a leggerli e ti attirano dentro un vortice, non puoi staccarti dalle pagine finché non hai percorso insieme alla protagonista (sono per lo più storie di donne forti e cosmopolite ad essere messe in scena) quel determinato tratto di strada. Il filo conduttore del libro sono gli incontri che cambiano il corso delle nostre vite, incontri spesso amorosi, sottoposti, come ogni altro aspetto dell’esistenza alla legge della casualità. E poi c’è la riflessione sul tempo, su come ci cambia, ma soprattutto su come non ci cambia, su come restiamo ancorati alle nostre passioni giovanili che siano state scatenate da un ragazzo, da un vestito, da una città. Molto bello il racconto iniziale “L’altra lingua” che vede un padre partire per una vacanza in Grecia poco dopo la morte della moglie per distrarre i tre figli: un racconto di formazione e iniziazione sessuale scabro ed efficace; ma altrettanto bella è la storia dell’abito di Chanel comprato per i David di Donatello e mai indossato, e quella della vedova scozzese in Kenya che capisce che la sua gente ormai è la gente del posto. È solo sulla lingua che ho qualche perplessità: la vorrei più curata, più lontana dal gergo giornalistico. Francesca Marciano scrive a volte in italiano, a volte in inglese. Questo libro, che si chiamava in originale The Other Language come il primo racconto, l’ha tradotto per Bompiani Tiziana Lo Porto.

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