venerdì 17 aprile 2015

l'abbandono di Claire


martedì è andata in onda l’ultima puntata della terza serie di House of Cards. Chi se l’è persa e vuole vederla con calma non legga questo post. Proseguo. Una terza serie cupissima, tutta incentrata sul rapporto tra Frank (Kevin Spacey) e Claire (Robin Wright) che hanno conquistato la Casa Bianca con il sangue e sono determinati a restarci. Il problema è che sulla sedia da presidente degli Stati Uniti siede Frank e Claire, che è la mente tanto quanto lui è il braccio, non ce la fa a stargli accanto in un ruolo secondario. Meno bella delle precedenti, questa serie ha avuto i suoi momenti culminanti nella prima puntata e nell’ultima. L’apertura con la scena in cui Frank, fresco di nomina va a raccogliersi sulla tomba del padre e, non visto dai giornalisti, ci piscia sopra, è fortissima, così come mi è piaciuta molto la costruzione della puntata finale. Mentre Claire sta maturando la crisi che la porterà ad abbandonare il marito in mezzo alla campagna elettorale, Doug, il vecchio collaboratore di Frank, si accinge a uccidere l’ultima testimone delle nefandezze del presidente. C’è un momento in cui Doug sembra aver pietà della giovane Rachel, e la lascia andare, e c’è un momento in cui sembra che Claire, pur odiandolo, resterà accanto al presidente. Poi Rachel muore e Claire se ne va; Frank incassa la fedeltà del suo sodale, non quella di sua moglie. Sceneggiatori italiani studiate House of Cards.

1 commento:

Libraia Virtuale ha detto...

Tra i due, comunque, il personaggio più interessante è quello di Claire. Lei ha pensieri, ripensamenti, qualche volta vedi la determinazione cieca creparsi con qualche lacrima.
Lui è un rullo compressore, un cavallo da corsa con i paraocchi.

Effettivamente la terza serie rispecchia il detto per cui quando hai tutto, hai tutto da perdere.