giovedì 2 aprile 2015

otto persone in fila

mi chiama il figlio, in vacanza da oggi. L'ho mandato all'anagrafe a richiedere il certificato di nascita internazionale che gli serve per l'Australia. Pensavo di andarci io, all'anagrafe, alle otto di mattina per poi scapicollarmi al montaggio; quando mi è venuto in mente che lui aveva una settimana libera da impegni, ho pensato bene di affidargli un compito che era più suo che mio. Al Municipio ci sono otto persone davanti a lui: al telefono mi dice che se ne va, ci riproverà domani, non ha voglia di aspettare. Provo a dirgli che otto sono poche, che domani che è semifestivo e rischia di trovarne il doppio di persone in coda, ma non c'è niente da fare, gli amici lo aspettano. Ecco perché deve andare in Australia: lì non c'è la mamma a farsi carico di ogni incombenza.

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