domenica 26 aprile 2015

Samba


vuoi raccontare in modo umoristico l’incontro amoroso tra un senegalese che si arrabatta a Parigi senza permesso di soggiorno e una dirigente francese che non sopporta più la pressione a cui la sottopone il suo lavoro? Costruisci una sceneggiatura ricca di battute e di ritmo e lascia perdere ogni verosimiglianza. È un po’ quello che avevano fatto i due registi Eric Toledano, Olivier Nakache nel loro fortunato film Quasi amici, lavorando sull’attrazione tra gli opposti. In Samba, che ripropone come protagonista l’attore nero Omar Sy, il gioco non funziona perché il film è da una parte più ambizioso (ha la pretesa di raccontare le condizioni inumane in cui è costretto a vivere il protagonista, sempre in fuga dalla polizia) e dall’altra più diluito (ci sono parecchi momenti di noia, nonostante l’apporto di Tahar Rahim, che veste i panni di un immigrato arabo che si finge brasiliano per attirarsi la simpatia di chi lo circonda). Peccato, Charlotte Gainsbourg è piena di fascino, e questo ruolo di donna stressata, che s’invaghisce a prima vista di un omone in difficoltà, le sta stretto.

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