domenica 24 maggio 2015

Academy Street


la prima impressione di fronte ad Academy Street, il romanzo dell’irlandese Mary Costello tradotto in italiano da Maya Guidieri Berner per Bollati Boringhieri è un grande stupore: come è riuscita l’autrice a condensare in 148 pagine un’intera esistenza, i suoi cambiamenti, le sue gioie, le sue tragedie senza mai cambiare passo, senza mai sorvolare, offrendo al lettore una visione ravvicinata della vita interiore della protagonista? Viene subito in mente Stoner di John Williams: anche qui la storia di una persona qualunque, piena di dignità, che affronta prove diverse dalle nostre, ma in cui stranamente ci riconosciamo. L’inizio del libro è bellissimo: Tess ha sette anni, siamo a metà del secolo appena trascorso, c’è il funerale di sua madre, la ragazzina è frastornata, scruta le facce del padre, dei fratelli, delle sorelle, delle zie, vorrebbe che tutto fosse come era prima. Tess cresce nella casa in campagna, studia da infermiera, si trasferisce a New York dove già vive l’amata sorella Claire. S’innamora di un cugino di una sua amica che vede un paio di volte. Dopo una festa vanno a letto insieme e per Tess è un turbine di emozioni, dal dolore fisico alla felicità. Lui scompare, lei è incinta. La aiuta Willa, la vicina e dopo un iniziale rifiuto del bambino, Tess si attacca a Theo con tutte le forze. Lui è un bambino riflessivo e gentile, poi un adolescente ostile. Si allontana da lei, si sposa, si fa più affettuoso, va spesso a trovarla. Impegnata a sopravvivere Tess sembra aver rinunciato alla passione, al contatto fisico; a un certo punto si sente dominata dal desiderio, poi questo si spegne da sé. Due fatti storici in questo racconto tutto privato: l’assassinio di Kennedy, che riempie la giovane Tess di orrore, e l’11 settembre che arriva a sconvolgere la sua tranquilla vecchiaia. C’è anche un tardivo ritorno in Irlanda. Bello, bello davvero.

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