martedì 5 maggio 2015

il caldo anomalo, lo scrittore vulcanico, lo shopping mancato

oggi mi ero prefissa troppi scopi. Dal montaggio alle tre sono andata al Salario dalla grafica e stavo per crollare sotto i colpi dell’anomalo calore (l’aria condizionata della mia macchina ha smesso di funzionare mentre fuori infuriavano trenta gradi). Alle cinque sono schizzata a casa perché alle cinque e mezza avevo appuntamento con lo scrittore vulcanico che dovevo intervistare. Ho fatto una doccia, mi sono cambiata, ho acceso e spento la telecamera, mi sono messa a fissare nervosamente l’orologio. Avevo concordato uno shopping pomeridiano con Giulia; mi pareva di avere tutto il tempo per fare l’intervista, scambiare due chiacchiere con lo scrittore e poi andare da lei. Non vedendolo arrivare l’ho chiamato e lui, in affanno: sono in macchina, c’è un traffico, è peggio che a Napoli, ora arrivo. È arrivato, ha messo in carica il suo vecchio telefonino, ha bevuto un bicchiere d’acqua, ha lodato il panorama delle mie finestre, ha parlato del suo romanzo davanti alla telecamera, mi ha chiesto di potersi collegare alla posta dal mio computer, mi ha fatto una lunga dedica sul libro, si è lamentato di essere ingrassato, mi ha chiesto se era venuto bene in video. L’ho praticamente buttato per le scale, anzi mi sono buttata giù per le scale insieme a lui. Con Giulia, invece di fare shopping, abbiamo chiacchierato. Ero affranta, mi sono rinfrancata.

Nessun commento: