domenica 24 maggio 2015

Leviathan


chi è il cattivo si scopre subito nel film Leviathan di Andrei Zvyagintsev: è il sindaco dello sperduto paese russo, un ometto tarchiato, imbottito di alcol, grande amico dell’ipocrita pope, del giudice, del capo della polizia. È più difficile capire chi è il buono: Kolia, il meccanico con i capelli rossi perseguitato dal sindaco o Dimitri, il prestante avvocato, che arriva da Mosca con un dossier per incastrare il politico corrotto e salvare l’amico ed ex commilitone? L’inquadratura iniziale mostra delle barche di legno sfasciate e delle ossa di balena sulla spiaggia; quando il registra ripropone queste immagini a fine film il dramma si è consumato. Kolia è un perdente nato: si rivolge alla giustizia per non perdere la propria casa, perde la causa, perde la giovane moglie che lo tradisce con l’amico avvocato per poi ritrovarsi più sola, e perde il figlio adolescente che non vedrà crescere. Bellissime facce e grandissima desolazione: nella Russia corrotta di Putin la gente comune va avanti solo tracannando fiumi di vodka. Dura più di due ore ma non c'è un minuto di noia.

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