sabato 2 maggio 2015

Una notte soltanto, Markovitch


sarebbe facile liquidare Una notte soltanto, Markovitch, l’opera prima della scrittrice Ayelet Gundar-Goshen come un Marquez in salsa israeliana: gli elementi del realismo magico ci sono tutti (carismatici soldati dal cuore tenero, uomini insignificanti capaci di sorprendere il mondo, donne dalla bellezza devastante e donne dalla sensualità prorompente, corpi che odorano di arancio e corpi che odorano di pesca, figli che credono di avere un padre e ne hanno un altro) così come c’è tutta la storia dell’Israele dei primordi (la prima emigrazione, la guerra con gli arabi, il ruolo del movimento sionista); sarebbe facile ma anche ingiusto, perché, superata una prima diffidenza, Una notte soltanto Markovitch conquista il lettore con la forza dei personaggi, la tenuta dell’intreccio, la limpidezza della scrittura. Al centro della storia ci sono tre uomini e due donne. Il protagonista, Yakoov Markovitch è descritto fin dalle prime righe come un uomo insignificante, “una comparsa nelle vite degli altri”, “una luna distante che riceve luce da un sole lontano”, “lo schizzo scriteriato di un artista”. Lo mandano a trafugare armi ai britannici perché la sua specialità è passare inosservato; nel tempo libero dà da mangiare ai piccioni e visita le prostitute di Haifa. Zeev Feinberg, il suo migliore e unico amico, è il suo esatto contrario: baffuto, intraprendente, espansivo, non c’è una donna che gli resista, non c’è un uomo che non penda dalle sue labbra quando racconta. Il terzo uomo è Efraim, il vice capo dell’Irgu, il movimento paramilitare sionista. È lui, vecchio amico di Zeev, a mandare i primi due in Europa insieme ad altri uomini a contrarre matrimoni fittizi per consentire a donne ebree di trasferirsi in Palestina. E qui entra in scena Bella Seigerman, la fanciulla bellissima che sposa Yakoov con il patto di divorziare appena toccata terra. Yakoov, che l’ha amata dal primo momento, decide che non la lascerà andare: le nega il divorzio, sopporta l’odio di lei, le botte che riceve dai giovani del villaggio, l’irrisione dei compaesani, il disagio di Zeev e della sua sposa Sonia. Mentre Bella resterà tutta la vita trincerata dietro la sua devastante bellezza, Sonia, l’altra donna messa in scena da questo romanzo, di amore ne riceverà fin troppo dal passionale Zeev e dal granitico Efraim. Ogni tanto si ha bisogno di un libro così: tante storie, tanti rovesci di fortuna e tanto gusto di narrare. Una notte soltanto, Markovitch è stato tradotto in italiano da Ofra Banner e Raffaella Scardi per Giuntina

1 commento:

giuseppina schirra ha detto...

Parole come un pennello che dipinge un quadro vivente dove il lettore si aggira quale invisibile attore. Ho riso, pianto e...addentato arance.
La lettura mi ha dato un piacere incredibile. alla fine il dispiacere di terminare e chiedersi se troverò un altro libro che "mi prenda" così tanto