venerdì 5 giugno 2015

Il fascino indiscreto dell'amore


ci aspettavamo pochissimo io e Giulia dalla riduzione cinematografica di un piccolo romanzo che era piaciuto molto ad entrambe, il Né Adamo né Eva di Amélie Nothomb che racconta il ritorno dell’autrice a vent’anni nel Giappone lasciato da bambina, e quindi Il fascino indiscreto dell’amore (titolo a parte), ci ha quasi stupito favorevolmente. Rinri, il protagonista maschile, il ragazzo a cui Amélie dà lezioni di francese e di cui poi diventa la fidanzata, è perfetto: bello, premuroso, lievemente enigmatico, uno che quando ci stai insieme ci stai benissimo e quando non lo vedi non ne senti la mancanza. L’attrice che interpreta Amélie, Pauline Etienne, invece è troppo leziosa, si atteggia a pagliaccio, fa un sacco di smorfie. Quello che il film di Stefan Liberski riporta con fedeltà, anche se con meno smalto della scrittura di Nothomb, è lo spirito del libro: l’amore per un paese che per un po’ viene scambiato per l’amore per un uomo fino a diventare una sorta di trappola da cui bisogna fuggire finché si è in tempo.

Di Né Adamo né Eva ho scritto in questo blog.

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