martedì 23 giugno 2015

le parole del chirurgo

il chirurgo c'incontra dopo aver operato. Ha ancora la mantellina verde e, contro la sua volontà, la bocca gli si spalanca in grandi sbadigli. Non si sottrae ai convenevoli iniziali, papà gli racconta di essere stato a Sperlonga, lui rievoca la pensione vicino al porto in cui sua figlia ha mosso i primi passi. Poi si parla dell'operazione, e non sorride più. Fa con la mano il gesto di tagliare e quello di ricucire, evoca anche gli scenari peggiori, parla di due giorni di rianimazione. Man mano che lui entra in dettagli, Virginia sbianca. Papà incassa il colpo, io e lui continuiamo a fare domande, meno resta non detto meglio è. L'intervento è fissato il trenta giugno. Dopo di noi c'è un altro padre con due figlie grandi e una pallida moglie. Sarà un luglio pesante; ne usciremo. Fuori dalla clinica, papà non sa se ridere o piangere. Lo lascio con Virginia e il loro carico di preoccupazioni.  A casa ho i figli tutti e due con la febbre, uno più lamentoso dell'altro.

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