sabato 27 giugno 2015

Tutto potrebbe andare molto peggio

in Canada, il suo penultimo libro, Richard Ford era tornato ai temi dei suoi magnifici racconti di formazione, alle sue storie di ragazzi che diventano uomini all'improvviso. In Tutto potrebbe andare molto peggio, tradotto ora da Vincenzo Mantovani per Feltrinelli, torna invece al suo personaggio chiave e alter ego Frank Bascombe, già protagonista della sua trilogia ormai lontana nel tempo. Frank  ha sessantotto anni, è in pensione, e le sue due attività principali consistono nel leggere alla radio romanzi ad alta voce per i ciechi e andare una volta a settimana ad accogliere i reduci dall'Iraq. In realtà ciò che fa Frank è prepararsi a morire. Lo fa nel modo vigile e insieme distaccato che gli è proprio, osservando il mondo intorno a sé e prendendo atto che sono sempre meno le persone di cui veramente gli importa. Il romanzo è scandito da quattro incontri, tutti diversi tra loro, tutti in varia misura spiacevoli. Un uragano ha devastato la costa e ne ha fatto le spese, tra l'altro, la villa che Frank aveva venduto otto anni prima a un tale, Arnie. Questo convoca Frank di fronte ai resti della casa distrutta per sfogarsi con lui della mala sorte, per farlo sentire in colpa, per abbracciarlo, per metterlo a disagio. C'è poi una gentile signora nera (le riflessioni sul razzismo degli americani, e sul suo opposto, il desiderio di mostrarsi antirazzisti a tutti i costi abbondano nel libro, come i riferimenti a Obama e alla sua impopolarità presso il rozzo americano medio) che si fa trovare davanti a casa di Frank (le case sono sempre molto importanti nella narrativa di Ford, e qui in particolare) e gli racconta di aver passato lì i suoi primi diciassette anni (la gentilezza del suo ospite la spingerà a raccontargli anche l'orrida storia familiare che si è svolta tra quelle mura). A chiudere gli incontri con l'ex moglie, Ann, ricoverata in una casa per anziani d'alto bordo, malata di Parkinson (e convinta che la colpa sia di Frank che "non l'ha amata abbastanza") e con Eddie, un amico perso di vista, che in punto di morte vorrebbe pulirsi la coscienza e confessare le sue colpe. È un bel libro, Tutto potrebbe andar peggio, come è bello tutto quello che esce dalla penna di Richard Ford, ma è un libro che rivela una grande stanchezza e che mi fa preoccupare per il suo autore.

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