mercoledì 22 luglio 2015

Giovani si diventa


una bella idea di fondo (una coppia di quarantenni annoiati dai coetanei tutti presi dai loro bebè che si rivitalizza a contatto con una coppia di ventenni), attori bravi e credibili (oltre a Ben Stiller e Naomi Watts, l’Adam Driver di Hungry Hearts, qui in un ruolo molto più sfrontato). Il film di Noah Baumbach procede però a singhiozzo: una scena ben riuscita, una moscia e prevedibile. Che i giovani siano degli approfittatori e dei rampanti, dietro la facciata di svagatezza, è chiaro sin dall’inizio, ma solo allo spettatore; la coppia adulta dovrà toccare con mano il cinismo dei nuovi amici per smettere di idealizzarli. Mentre i personaggi dei due uomini sono tagliati con l’accetta (puro e testardo il documentarista maturo, disposto a tutto il giovane emergente), le due donne restano più nell’ombra e lasciano più margini alla fantasia di chi guarda. Poteva essere meglio Giovani si diventa, ma non mi dispiace averlo visto.

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