venerdì 10 luglio 2015

la mattina presto

quando arrivo in clinica la mattina verso le otto papà è d'umore speculativo. E' già sveglio da parecchio e, tra una visita del chirurgo e quella degli infermieri, riflette su di sé, sulle figlie e sui nipoti. Mi investe con le sue riflessioni, si commuove al pensiero della sua vita lunga e piena di soddisfazioni, e si proietta in avanti verso quello che ancora vuole fare e vedere. E' un momento prezioso, tutto nostro. Poi la giornata comincia, io vado al lavoro, lui affronta la fatica della sua lenta guarigione.

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