sabato 18 luglio 2015

Le vedove del giovedì

protagonista del romanzo Le vedove del giovedi più che una persona è un quartiere. Siamo a Buenos Aires all'inizio del 2000 e i ricchi spaventati dalla crisi economica e dalla criminalità si rifugiano ad Altos de la Cascada, un posto esclusivo in cui si gioca a golf, a tennis, si va in piscina, e si hanno quindici sorveglianti di giorno e ventidue di notte. Gli abitanti del quartiere finiscono per fare vita sociale tra loro: gli uomini si concentrano sullo sport e sulle carte, le donne si dedicano ai giardini e agli incontri di beneficenza. Il romanzo si articola in varie voci; la principale è quella di Virginia, che per sostenere la famiglia fa l'agente immobiliare e quindi conosce i segreti di ogni casa e di chi ci vive dentro. Mariti fedifraghi, mariti che picchiano le mogli, mariti che umiliano le mogli: a la Cascada  c'è un bel concentrato dei vizi delle classi abbienti. Si salvano due ragazzi, Juani, il figlio di Ronie e Virginia, che già in quinta elementare scandalizza la maestra raccontando in un tema le perversioni del vicino spiate dalla finestra, e Ramona, in aperto contrasto con la madre adottiva che si vergogna della sua pelle scura e persino del suo nome; scopo di entrambi è andarsene da lì al più presto. In apertura di libro si parla di tre uomini annegati in una piscina e alla fine il mistero di queste morti viene svelato, ma a restare impresso nel lettore è soprattutto il senso di claustrofobia che Claudia Piñeiro costruisce pagina dopo pagina. Pubblicato una prima volta dal Saggiatore, ora Le vedove del giovedì viene riproposto da Feltrinelli, sempre nella traduzione di Michela Finassi Parolo.

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