sabato 25 luglio 2015

Reykjavík Café


Hervör, che si è laureata in economia, va a letto con il suo professore; come insegnante lo trovava patetico, ma come uomo carino. Lui va a casa sua per dirle che si è innamorato della sua personal trainer e che devono lasciarsi. Mía sta da cinque anni con Daniel; lui dopo la laurea è diventato un brillante avvocato, mentre lei grazie ai suoi studi antropologici non ha trovato che impieghi da commessa. Dopo un periodo di nervosismo e assenze, Daniel le rivela la fine del loro amore: una collega con le orecchie a sventola e il culo come “due uova sode avvolte in un fazzoletto” lo ha conquistato. Silja è sposata con il dongiovanni Baldar; una notte, tornando a casa dopo il turno di medico al pronto soccorso, vede una bionda uscire dalla sua camera da letto (dentro la camera c’è suo marito ubriaco). La sciroccata Karen vive con i nonni, a cui è molto legata, e di notte rimorchia ogni volta uomini diversi, finché non incontra un affascinante campione di pallamano che perde la testa per lei (peccato che sia il fratello di Silja e che Karen sia la bionda della camera da letto). I destini di queste quattro ex ragazze si incrociano nelle strade ghiacciate di Reykjavík, nel bar in cui una di loro lavora e alle altre capita di entrare a prendere un caffè. Un libro sull’essere lasciate e sulle meravigliose prospettive che si possono aprire dopo questa dolorosa esperienza se la si affronta con umorismo e con un po’ di fortuna. Rinfrescante (per l'ambientazione) e rigenerante. Reykjavík Café, scritto da Sólveig Jónsdóttir, tradotto da Silvia Cosimini è uscito da Sonzogno.

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