mercoledì 8 luglio 2015

La signora in verde

sono undici le storie del detective Erlendur pubblicate da Guanda. A scriverle è Arnaldur Indriðason e a tradurle dall’islandese l’immancabile e bravissima Silvia Cosimini. Io ho cominciato dal secondo libro della serie, La signora in verde. Non un vero e proprio giallo (al posto di un cadavere c’è uno scheletro e il delitto, se delitto c’è stato, è avvenuto nel passato), ma l’indagine poliziesca c’è e i turbamenti privati del protagonista pure. La narrazione si sviluppa secondo tre filoni: il ritrovamento delle ossa (molto cinematografico l’inizio con la bambina di un anno che, in piena festa del fratello, succhia una costola umana che ha trovato in casa) e il tentativo di dar loro un nome; la storia di una ragazza madre che subisce sevizie da parte dell’uomo che ha incautamente sposato; il dramma di Erlendur, la cui figlia è entrata in coma, dopo aver abortito, strafatta di alcol e droga. Scrive bene Indriðason; leggendo La signora in verde ci s’immerge nelle atmosfere di Reykjavik e viene una gran voglia di visitare la città. Pian piano andrò alla scoperta anche degli altri suoi romanzi.

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