domenica 30 agosto 2015

I milanesi ammazzano al sabato

che bella scoperta Scerbanenco! Reduce da diverse letture così e così non mi è parso vero tuffarmi in un giallo italiano scritto benissimo, in cui il povero padre camionista, il giovane pappone meridionale, l'albergatore di Lodi stufo del cugino criminale, la maîtresse, il barista sono descritti talmente bene che al lettore sembra di averli davanti, di scrutarne le fisionomie, di ascoltare le loro voci ricche di inflessioni dialettali. La storia è trucida: Donatella, una ragazza di ventott'anni dal fisico statuario e dal cervello di una bambina, viene rapita, e tempo dopo trovata dentro un covone di paglia, bruciata viva. Amanzio, il padre che se ne prendeva cura a metà tra badante e carceriere (la ragazza aveva un debole per gli uomini e lui doveva cercare di tenerli alla larga per proteggerla), è fuori di sé per la disperazione. Duca Lamberti, l'ispettore di polizia e medico, di cui devo assolutamente leggere altre avventure, prende in carico il caso e lo risolve (ma una lettera anonima, un attimo prima che ci arrivi Lamberti, svela il mistero al padre della vittima). I milanesi ammazzano al sabato è uscito nel 1969. Non è invecchiato per niente.

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