sabato 29 agosto 2015

Ricordami così

il tema della scomparsa è molto sfruttato in letteratura, l'angoscia di chi resta di punto in bianco senza notizie di una persona amata è stato esplorata in diversi romanzi americani. In Ricordami così, Bret Anthony Johnston, dopo aver raccontato la disperazione di una famiglia   a cui è stato sottratto un ragazzino di undici anni, descrive il suo ritrovamento fortuito dopo quattro anni, e il terribile sforzo per ricostruire un equilibrio familiare. Johnston sceglie di lasciare in ombra la figura di Justin, il rapito (il suo atteggiamento mite ed educato con i suoi mi è parsa la parte meno convincente del libro) e si concentra sui personaggi della madre, del padre, del fratello minore e del nonno per descrivere le loro reazioni al susseguirsi di eventi traumatici. È un libro molto americano Ricordami così: da un certo punto in poi l'ossessione di tutti i familiari diventa la sorte del rapitore, si spera nella pena capitale, si inorridisce per la sua libertà condizionata, si elaborano piani per eliminarlo (d'altra parte siamo in Texas, come poteva essere diversamente?). La tensione narrativa è molto alta nella parte iniziale e in quella finale, mentre ristagna un po' al centro, quando i Campbell tentano di tornare a una sorta di normalità e si scontrano ognuno con i propri fantasmi. L'autore dirige il dipartimento di scrittura creativa di Harvard; la sua prosa incisiva (tradotta benissimo da Federica Aceto per Einaudi), non ha una parola di troppo. All'inizio mi aveva conquistato, poi mi sono raffreddata un po', è un libro più intelligente che sincero.

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