martedì 11 agosto 2015

spiragli

ieri sera uscendo dall'ospedale avevo il cuore stretto in una morsa. Il vicino di letto tutto rannicchiato su se stesso e con la faccia sfregiata mi sembrava un pericoloso serial killer e vedevo papà terribilmente avvilito. Oggi la situazione di mio padre è cambiata in meglio: ha mangiato, si è alzato. Il vicino, che secondo lui faceva il pescatore, era un fabbro di San Felice al Circeo, un tipo solitario, molto amante del mare, molto inguaiato dal punto di vista della salute. È stato dimesso contro la sua volontà. Ora papà ha la stanza tutta per sé, ma gli mancherà poter condividere la lunga notte ospedaliera con un'altra persona, poter commentare l'acquazzone e i reciproci dolori. Quella che sembrava una catastrofe forse è stata solo una brutta avventura, di quelle che ti lasciano un po' più debole ma molto più prudente.

1 commento:

Dac ha detto...

Fede, un forte abbraccio a tutti e specialmente a tuo padre. d