martedì 4 agosto 2015

una buona cena

felice com'ero di averla qui, ci sono cascata. La figlia ha detto vengo oggi, con Paolo, facci una buona cena. Stamattina all'alba ero dal pescivendolo, alle sette e mezza di sera ho cominciato a darmi da fare in cucina. Non solo è partita tardi, ma non mi ha neppure detto a che ora sarebbe arrivata. Ieri sera aveva fatto inferocire il padre che sperava a Roma di cenare con lei, mentre lei è uscita con Paolo; stasera è stato il mio turno. Per fortuna c'era la mia amica Giulia: ho fritto lo stesso le alici, ho fatto la pasta gamberetti e zucchine, abbiamo mangiato e siamo andate su al cinema. Ah ma', sono in vacanza. Che essere trucido e insensibile che ho partorito.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

FAmmi capire, perché tu alla sua età a un po' di tempo con il fidanzato (o simile) avresti preferito cena con mamma o papà? Dimmi di no, ti prego

volevoesserejomarch ha detto...

il punto non è il tempo con il fidanzato, è la mamma trattata come una pezza da piedi: preparami la cena, aspettami a oltranza...Anche lui mi sorprende, non ci conosciamo proprio, sforzati di fare bella figura, di arrivare in tempo, dopo tutto sarai mio ospite... Invece fanno tutto come gli pare. Per sopravvivere bisogna far finta che non ci siano, se si associano ai pasti bene, se no non importa. Niente cene speciali, nessuna mobilitazione...