venerdì 4 settembre 2015

dall'avvocato

nell'anticamera di un appartamento buio ad aspettare l'avvocato che deve registrare la testimonianza via skype di mio figlio sulla rissa del suo amico. Fa un caldo feroce; poltrone imbottite, tavolo di quercia, quadri pomposi, ma accendere l'aria condizionata? Mi sono svegliata piena di pensieri bui. La figlia mi riempie il telefono di messaggi dicendo che a Londra si è raffreddata e ha la febbre; la lontananza del figlio (soprattutto il pensiero che sia così spaventosamente dall'altra parte del mondo) mi debilita. Io sono arrivata con un quarto d'ora d'anticipo, ma l'avvocato è già in ritardo di dieci. Il rissoso non poteva trovare un altro testimone? C'era bisogno dell'amico in Australia? Perché non dico di no alle cose che non voglio fare?

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