sabato 12 settembre 2015

Dove eravamo rimasti


che bel personaggio interpreta Meryl Streep in Ricki and the Flash (in italiano, ma molto meglio vederlo in inglese, il titolo è Dove eravamo rimasti) e come lo interpreta! Ricki di giorno fa la cassiera in un supermercato ed è costretta a sorridere a tutti i clienti; di notte indossa pantaloni e giubbotto di pelle e fa ballare a suono di rock gli avventori di un localino californiano. Sta invecchiando e ingrassando, non ha un soldo, ma oltre all’entusiasmo del suo pubblico può contare sulla sua band e sull’amore dell’affascinante chitarrista, anche lui non di primo pelo. È molto alternativa (capelli lunghi mezzi intrecciati e mezzi no, trucco pesante, stivaletti neri, borchie dappertutto), ma non è di sinistra (crede nell’esercito, non riesce a nominare Obama, si ostina a pensare che il figlio non sia del tutto omossessuale): è insomma una persona piena di contraddizioni, che fa subito breccia nel cuore dello spettatore. Ha lasciato da tempo il marito (povero Kevin Kline calato nella parte del noioso sessantenne; si salva solo quando le si butta con la faccia in grembo, in una scena molto forte dal punto di vista emotivo ed erotico, altro che i soliti baci), i tre figli, la tranquillità economica, la sonnolenta Indianapolis. Torna perché la figlia (ed è davvero sua figlia a recitare questa parte non facile) è stata lasciata dal marito e sta malissimo. Non voglio svelare tutto. Basti dire che Diablo Cody (la stessa che ha scritto Juno) riesce a costruire dialoghi perfetti riproponendo scene viste e riviste al cinema come uno scontro tra familiari al ristorante, una discussione tra genitori e ex genero, una lite tra madre e matrigna. Di padri che se ne vanno per inseguire i propri sogni ce ne sono a palate; di madri molte meno e nessuno ha per loro alcuna indulgenza. Per parlarne ci voleva una grande attrice e un film leggero e ben fatto.

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