venerdì 11 settembre 2015

il papavero di Stefano

ci siamo sentiti con Stefano, mi ha chiesto se ci vedevamo. Invece di andare a cena fuori, si è offerto di venire qui a cucinare (il fedifrago o supposto tale è ad Amsterdam per un convegno, i figli ancora sparsi per il mondo). Poteva essere una serata cupa, non è un momento facile per lui; vederlo trafficare con i piatti invece mi ha messo di buon umore e sono riuscita a contagiare anche lui. Stefano in cucina è di un perfezionismo esasperante. Il suo menù prevedeva due semplicissime portate: spaghetti con pomodorini e pangrattato, e insalata con avocado, pomodori, pollo e papavero (a me il pollo fa schifo, quindi gli ho chiesto di decurtarlo dalla mia porzione). Un po' perché era preso dai suoi discorsi, un po' perché cerca di fare tutto con gran cura, il nostro pasto ha richiesto un tempo di preparazione infinito. Sarà stato merito del papavero che disponeva chicco a chicco sull'insalata o del pollo schifato, ci siamo trovati a ridere come due cretini. Ci voleva proprio.

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