sabato 26 settembre 2015

Il silenzio del lottatore


in Luccicanza, uno dei racconti della Solitudine del lottatore di Rossella Milone (minimum fax) una giovane donna si accorge di non poterne più del suo compagno, Leonardo. Lui va a vivere altrove, lei va a letto con altri, ma è piena di rimpianti e a volte, anche prima che l’uomo di passaggio se ne sia andato, chiama Leonardo e passa la notte al telefono con lui. La protagonista ha un rapporto cameratesco con il pescivendolo del pianterreno, spesso beve una birra con lui, qualche volta si scambiano confidenze. Il pescivendolo ha una moglie con il cancro al seno che non si vuole curare. Il gioco di specchi tra le coppie appare chiaro al lettore: ci sono due che non riescono ad amarsi e due che si amano e devono affrontare una minaccia concreta; per tutti la difficoltà principale è quella di fare i conti con la realtà (c’è anche Gaetano, il cane disperato per la fine dell’unione tra i suoi padroni ed è un gran bel personaggio). Altre volte questo gioco funziona meno, come nel primo racconto, Operazione Avalanche: una bambina accompagna una vecchia signora con l’Alzheimer in una casa di cura e facendolo sente sfuggire la sua innocenza, come era capitato alla signora da ragazza vedendo la madre tra le braccia di un americano (è il flash back qui a non convincermi). Ne Il peso del mondo due amiche adolescenti passano una notte in spiaggia che divide i loro destini: che la timida Marianna perda la verginità in modo brutale ci sta, ma forse bisognava dire meno e lasciar intuire di più. Resta l’interesse per la galleria di personaggi femminili presentata dalla Milone: ragazze toste che si muovono nella Napoli di oggi decise a trovare se stesse senza mai negarsi qualcosa (più fragili i maschi alla caccia di sicurezze).

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