sabato 19 settembre 2015

La scopa del sistema

per accedere al frastornante mondo di David Foster Wallace la via migliore è sicuramente il suo libro d'esordio, La scopa de sistema. Scritto a ventiquattro anni, nel 1987, il romanzo presenta molti degli elementi che torneranno nel torrenziale Infinite Jest (il genio precoce, le famiglie più pazze che disfunzionali, l'amore come insana fissazione, l'invadenza della pubblicità e dei prodotti, la dipendenza dalle droghe) ma è molto più leggibile (anche se non mancano assurde storie nella storia, salti di luogo e di tempo). Fulminante il primo capitolo: Lenore, la protagonista, è in visita al college dalla sorella Clarice. Ha quindici anni, è molto intelligente e sensibile. Prima le toccano le chiacchiere insulse di Clarice e delle sue amiche, poi l'invasione della stanza da parte di due ragazzi ubriachi che vogliono farsi firmare il sedere. Schifata dai due, Lenore lancia una scarpa e appena può esce all'aria aperta. La ritroviamo nove anni dopo: ha due lauree e fa la centralinista, la circondano una serie di pretendenti fuori di testa, un pappagallo che straparla, uno psicanalista pettegolo e intrusivo, un'amica pazza per il sesso. Intanto l'amata nonna wittgensteiniana è scappata dalla casa di riposo, la sorella recita in un teatrino familiare la parte di se stessa, e il fratello al college vende le risposte esatte ai test in cambio di marijuana. Letto nella traduzione di Sergio Claudio Perroni, Einaudi (bella l'introduzione di Stefano Bartezzaghi).

Nessun commento: