lunedì 28 settembre 2015

L'amore e le foreste

uno scrittore riceve una lettera da una sua lettrice e ne è conquistato. I due s’incontrano due volte: la prima è lui a parlare di sé e della sua scrittura, la seconda lei gli apre il cuore e in quattro ore gli racconta la triste storia della sua vita. L’amore e le foreste del francese Éric Reinhardt è tutto incentrato sul ritratto di una donna, la lettrice, Bénédicte Ombredanne (curiosamente nel corso del libro verrà sempre chiamata così, per nome e cognome). Bénédicte è una trentenne mal sposata (solo alla fine scopriremo perché tra tanti ha scelto proprio quell’assurdo marito); esasperata dall’ennesima scenata dell’uomo, una sera s’iscrive a un sito d’incontri, suscitando subito l’attenzione di un nugolo di pretendenti (quasi tutti interessati a saltarle addosso e sono le pagine più divertenti del libro). Tra finti gentleman e napoleoni , per la sua trasgressione di un giorno, la nostra protagonista sceglie Playmobil677, che abita vicino Strasburgo, fa l’antiquario e si propone di insegnarle a tirare con l’arco (?). L’incontro con Christian si rivela folgorante:  è bello, gentile, colto, premuroso e scopa benissimo. Dal momento in cui rientra a casa però per Bénédicte si spalanca l’inferno: il marito subodora il tradimento e non le lascia più tregua; prima insiste a morte per una confessione, poi la tortura chiedendole le stesse prestazioni sessuali riservate all’amante e nel frattempo le aizza contro la figlia e il figlio. Lo scrittore e la lettrice si perdono di vista, come spesso accade, poi lui, per sapere che fine abbia fatto rintraccia la sorella gemella che fa l’estetista e ha la lingua sciolta. La casa editrice Salani, che pubblica il romanzo nella traduzione di Riccardo Fedriga, punta molto su questa uscita che in Francia ha scalato le classifiche. Si sarebbe tentati di liquidare L’amore e le foreste come un’operazione commerciale (sesso tanto e visto dal punto di vista femminile; maltrattamenti domestici; evasione da sogno) ma, pur cadendo qua e là nella trappola del kitsch, Reinhardt affronta in modo incisivo il tema della sofferenza in famiglia e offre una versione aggiornata dell’intramontabile madame Bovary. 

1 commento:

Lea Del Negro ha detto...

Accidenti, sono a pag. 15 e mi stupisce uno sviluppo di QS tipo!interessante.
Lea