domenica 13 settembre 2015

L'appartamento


aprendo il romanzo di esordio di Mario Capello pubblicato da Tunué si viene investiti da un odore: l’odore delle case sfitte. Ed è questa la caratteristica migliore dell’ Appartamento, la capacità dell’autore di farti sentire e di farti vedere quello che vuole lui, che sia il sudore di una persona, una cravatta fuori posto, la tristezza di un bambino. È bella anche l’idea di un protagonista che lascia il lavoro di lettore per una casa editrice per mettersi a vendere case, decidendo che tra questi due mestieri non c’è poi tutta questa distanza. La prima parte del libro mette in scena Angelo, il suo senso di sconfitta latente, il ritorno in provincia, il matrimonio fallito senza drammi apparenti. Poi il narratore sente il bisogno di dare una svolta al racconto ed appare il manoscritto del signor Ferrero, il compratore indeciso: una storia oscura che riguarda il passato del nostro paese. È la parte che mi ha meno convinto; credo che Capello avrebbe dovuto fidarsi di più del potenziale di Angelo, del suo svuotato presente.

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