mercoledì 9 settembre 2015

l'incidente di percorso

la lettera che mio padre ha scritto al chirurgo è stata oggetto di attenta elaborazione. C'era il rammarico per non essere riuscito a mettersi in contatto con lui dopo il terribile spavento provocato dalla riapertura dei punti, ma c'era anche la consapevolezza che il delicato intervento all'intestino era riuscito bene, tanto da reggere al trauma subito. Finalmente oggi papà ha deciso di spedire all'indirizzo del prof trovato su internet la ponderatissima mail in cui descriveva gli ultimi accadimenti. Un quarto d'ora dopo è arrivata la risposta del chirurgo. Una risposta scritta di getto, concisa, efficace: egregio dottore (non si ricordava che papà è un ingegnere, ma almeno non l'ha chiamato signore), sono stato informato del suo incidente di percorso, ho parlato con il medico che l'ha assistita e che conoscevo, ho avuto rassicurazioni sul suo stato di salute, mi fa piacere che le cose siano andate bene, vedrà che si rimetterà. Lo scopo di papà era proprio questo: chiudere la faccenda senza rancori, confermare la fiducia nella persona da cui si era fatto operare, sentirsi autorevolmente rassicurare sulla ripresa in corso. E incidente di percorso suona molto meglio di eviscerazione: ben consapevole del potere delle parole il chirurgo.

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